|
|
Il comune di Buenos- Aires ha dichiarato il 14 giugno “Giornata del netturbino”, in memoria di Mauricio Silva, Piccolo fratello del Vangelo e netturbino, “fatto sparire” dalla dittatura il 14 giugno 1977. Oltre che una testimonianza di coerenza e libertà evangelica, Mauricio ci ha lasciato una preghiera ; da cui è tratto il canto di fratel Bernardo “Io lo so tu sei qui”.
Mauricio nasce in Uruguay il 20 settembre del 1925, e viene ordinato sacerdote, nella congregazione dei Salesiani di don Bosco, il 2 dicembre 1951. Anche suo fratello Jesus condivise la stessa scelta e fu ordinato sacerdote nel 1954.
Dopo alcuni anni di intensa missione in Patagonia, Mauricio, per restare vicino alla mamma malata, tornò a Montevideo come sacerdote diocesano.
Negli anni del fermento che seguì al Concilio Vaticano II , Mauricio fu affascinato dalla figura di Charles de Foucauld e conobbe i Piccoli Fratelli del Vangelo, che, sebbene fossero stati fondati già da qualche hanno (1956), erano sentiti come un’autentica novità nel panorama della vita religiosa dell’epoca.
Nel 1970 parte per l’Argentina, per vivere con i fratelli: entra in noviziato nel 1971; qualche anno dopo anche suo fratello Jesus lo raggiungerà.
Dal 1973 vivrà a Buenos- Aires, come fratello .
In una lettera ai Fratelli, parla del suo percorso come di un reale cammino di “conversione” che lo chiama a rivedere il suo modo di vivere la vocazione sacerdotale e di intendere l’evangelizzazione.
“Se non sei capace di essere amico delle persone non puoi ritenerti in diritto di essere il loro sacerdote!”: l’ordinazione sacramentale rischia di rimanere “senza frutto”, se non è vissuta attraverso una reale condivisione delle condizioni dei poveri ai quali si è inviati. Anche la “comunione istituzionale” con la Chiesa gerarchica è sentita da Mauricio come una comunione “imperfetta”, se non è “resa efficace” dall’amicizia con i poveri (la “comunione vitale” con la Chiesa “popolo di Dio”).
In questa ricerca di comunione Mauricio sceglie di vivere fra i netturbini: una categoria povera e disprezzata.
L’ambiente umano dei poveri diventa il “luogo” concreto del suo cammino di fede: “La contemplazione, dono del Signore, è resa possibile da un impegno reale di adorazione, vita di Nazareth, silenzio, inserimento nella vita dei poveri…”. La scelta radicale del Signore, la scoperta progressiva del suo Volto, si realizza in una unità fondamentale di vita che unisce la dimensione personale della contemplazione e quella comunitaria della solidarietà: “come uno di loro, per loro, cercando con loro, per poter annunciare a loro…”
Mauricio insiste sulla dimensione ecclesiale, attraverso la presenza di una piccola comunità, la fraternità, che vive uno stile di condivisione: “mettendo tutto in comune e vivendo in una casa senza comodità, come quelle dei vicini, condividendo tutto, e in particolare, la ricerca della fede, tanto da offrire, solo attraverso questa realtà, un nuovo volto di Chiesa”.
A Buenos Aires Mauricio aprì la sua casa ad un giovane sacerdote e a suo fratello Jesus, che poco dopo iniziò il noviziato. Va sottolineata anche l’importanza della presenza di Marta e Carmen, due giovani donne che vivevano nel quartiere e che cercavano di realizzare una “consacrazione” a Dio in legame con la Fraternità.
Queste scelte innovatrici sottolineano l’impegno dei fratelli per la costruzione di una vita religiosa e di una Chiesa dal volto realmente conciliare e latinoamericano, nella linea di Medellin.
Per quanto riguarda l’impegno politico Mauricio spiega, nella stessa lettera, che non si trattò di una presa di posizione ideologica, chiara fin dall’inizio.
pagina successiva pagina successivapagina successivapagina successivapagina successivapagina successiva
|